OLIO DI PALMA....vediamoci chiaro

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OLIO DI PALMA, VEDIAMOCI CHIARO

È il più utilizzato al mondo, costa poco e non irrancidisce, per questo è l’olio più amato dall’industria alimentare. Nonostante i molti allarmismi ( da ultimo interrogazione parlamentare per bloccare lo spot che in questi giorni si vede in televisione), il suo impatto sulla salute è ancora poco chiaro.

Scopriamo perché. I grassi alimentari sono importanti nella nutrizione anche se hanno un cattiva fama: costituiscono un'importante riserva di energia, sono costituenti delle membrane cellulari, precursori di molti ormoni, sostanze implicate nel corretto funzionamento del nostro organismo (come i fattori della coagulazione) e servono per trasportare le vitamine liposolubili (vitamina A, D, K). Fra i grassi introdotti con la dieta, un ruolo rilevante è dato dalle sostanze che usiamo come condimento e che possono essere di origine animale (il burro e il lardo) o vegetale (l'olio di oliva, gli olii di semi). A questi si devono aggiungere quelli ottenuti dalla lavorazione chimica di alcuni oli vegetali, come l’olio di palma o l’olio di soia.

NON TUTTI I GRASSI SONO UGUALI Se l'assunzione di acidi grassi insaturi (come l'acido oleico e linolenico contenuti nell'olio di oliva) risulta fondamentale per una sana e corretta alimentazione, di contro, l'eccessiva assunzione di acidi grassi saturi, contenuti per esempio nel burro, è stata correlata a un aumento del colesterolo totale e di quello “cattivo” (LDL), indirettamente responsabile di patologie cardiovascolari e di arteriosclerosi. Per questo motivo anche la European Food Safety Authority, l'agenzia europea che si occupa del controllo della sicurezza alimentare, nel 2010, ha comunicato che il consumo eccessivo di grassi saturi e, in particolare, di grassi trans, può essere correlato all'aumento dei livelli di colesterolo (la dicitura grassi trans si riferisce a quei grassi che derivano principalmente dall’idrogenazione industriale di acidi grassi vegetali che, in seguito a questo trattamento, passano dallo stato liquido a quello solido). Quindi, il consumo di cibi che contengono grassi di questo tipo deve essere molto contenuto: se il fabbisogno calorico dei bambini dopo i due anni andrebbe assicurato da una quantità di grassi pari al 20-25% (circa 200-300 Kcal) delle calorie giornaliere (1000- 1500 Kcal al giorno per un bambino di 2-4 anni), i grassi trans non possono essere più di 20-30 Kcal (circa 3-4 grammi). Ricordiamo però che 100 grammi di patate fritte industriali possono contenere fino a 20 grammi di acidi grassi di questo tipo. ( UPPA, un pediatra per amico)

L’OLIO DI PALMA L’olio di palma, o l’olio di semi palma, è un olio vegetale non idrogenato ricavato dalle palme da olio. Ricco di acidi grassi saturi, assomiglia più al burro che al salutare olio d'oliva. La letteratura scientifica ha evidenziato risultati controversi riguardo alla relazione tra l’assunzione di olio di palma e il rischio di malattie cardiovascolari e se un uso eccessivo di olio di palma non fa bene, il suo consumo non è sicuramente più dannoso di quello dell’olio di soia idrogenato o di altri grassi utilizzati nell’industria alimentare. Questi grassi, il cui largo uso si deve al basso costo e all’alta versatilità, contengono acidi grassi saturi o acidi grassi trans e sono largamente impiegati nella lavorazione dei prodotti da forno, dolciari e in quelli fritti.

PERCHE’ VIENE USATO? L’olio di palma è uno dei principali oli vegetali utilizzati dall’industria alimentare poiché possiede un ampia versatilità tecnologica e proprietà uniche che influiscono sulla struttura, aspetto, gusto e tempo di conservazione di molti prodotti. L'olio di palma viene utilizzato poiché ha un sapore neutro e per il suo elevato tenore di acidi grassi saturi, che gli consente di non irrancidire. Grazie alle sue proprietà fisiche (durezza, consistenza e plasticità), conferisce ad un ampia gamma di alimenti una consistenza molto apprezzata (cremosità o croccantezza a seconda dei casi). Per taluni prodotti non esiste ancora un'alternativa vegetale a quest’olio senza che ne risultino profondamente modificate le caratteristiche dell’alimento.

MA PERCHE’ TUTTI CE L’HANNO CON LUI? Disinformazione e interessi economici: il movimento di consumatori statunitensi che negli anni Ottanta iniziò la campagna contro l'olio di palma era in parte finanziato dall'associazione americana dei coltivatori di soia. L'olio di soia (idrogenato) fu proposto come alternativa, sebbene non sia più salutare dell’olio di palma. La crociata contro l'olio di palma ha portato molte mamme ad accorgersi improvvisamente che questo grasso viene utilizzato per la costituzione del latte di formula. Nel latte in polvere gli acidi grassi vengono aggiunti per mimare il più possibile l'apporto calorico del latte materno, che peraltro contiene naturalmente l'acido palmitico, un acido grasso insaturo. Il problema reale, non è rappresentato dalla minima quantità di olio di palma contenuta nel latte formulato, ma dal consumo eccessivo di prodotti industriali (patatine, dolciumi, snacks, merendine) che viene fatto da bambini e adulti. Quindi, non ci dovrebbe preoccupare l'occasionale assunzione di olio di palma, ma il fatto che, essendo la sua presenza diffusa insieme a quella di altri acidi grassi saturi e idrogenati, un eccessivo consumo di prodotti che lo contengono, soprattutto se associato a una dieta ricca di grassi e proteine animali (carne, uova, latticini), può creare dei danni.

IMPATTO AMBIENTALE Data la forte richiesta, oggi la coltivazione intensa delle palme da olio sta mettendo seriamente a rischio la foresta pluviale del Sud Est Asiatico. Una deforestazione che interessa in particolare Malesia e Indonesia, con evidenti ripercussioni sulla salute del pianeta. Eppure i sostenitori dell’olio di palma difendono la produzione. A sentire loro l’abbattimento delle foreste è un processo in parte inevitabile, che riguarda senza distinzione i paesi in via di sviluppo e in forte crescita economica. «In primo luogo le foreste vengono abbattute per il legname, e solo in un secondo momento le aree in questione vengono messe a coltura. Le colture che rimpiazzano le foresta non si limitano certo alla sola palma. In Brasile, ad esempio, le foreste vengono per lo più sostituite da piantagioni di soia». Da questo punto di vista non è secondario notare come la palma da olio sia la coltura più produttiva, a parità di terreno, rispetto alla colza, al girasole e alla soia. Insomma, a sentire le aziende che importano olio di palma, non ci sarebbe nessun problema etico. Proprio per superare la questione, nel 2004 è stato creato il RSPO,Roundtable of Sustainable Palm Oil. «Un sistema di certificazione cui partecipano tutti gli attori della filiera e Ong come il WWF», con l’obiettivo di promuovere la diffusione dell’olio di palma assicurando allo stesso tempo standard etici e ambientali certificati.

MESSAGGIO: NON IMPAZZIAMO NEL CERCARE L’OLIO DI PALMA IN OGNI ALIMENTO…..RIDUCIAMO L’UTILIZZO DI CIBO SPAZZATURA ( TRASH FOOD) ; al supermercato non riempite i vostri carrelli con merendine, snacks, patatine e porcate simili; torniamo al vecchio pane e marmellata, pane e olio… Rispolveriamo la frutta o, se vogliamo essere moderni e tecnologici, compriamo un estrattore….se i nostri figli sono complicati e non vogliono la frutta e la verdura. Non saranno le crociate contro il singolo prodotto a migliore la qualità della nostra alimentazione, ma una corretta educazione alimentare che inizia con l'allattamento materno e continua con l'utilizzo di prodotti semplici e sani.

 

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